Per anni CATIA V5 ha rappresentato uno standard nella progettazione di prodotti complessi, dall’Aerospace all’Automotive fino alla meccanica industriale. Il passaggio a 3DEXPERIENCE, però, non riguarda semplicemente l’adozione di una versione più recente del software: cambia l’architettura con cui vengono gestiti dati, applicazioni e attività di progettazione.
Con CATIA 3D sulla piattaforma 3DEXPERIENCE, il CATIA CAD entra in un ambiente più integrato, nel quale progettazione, simulazione e PLM possono condividere dati e processi. A cambiare sono quindi il modo in cui vengono gestite le informazioni, l’accesso agli strumenti e la capacità di sfruttare risorse cloud, automazione e intelligenza artificiale.
Da CATIA V5 a una piattaforma basata sui dati
Uno dei cambiamenti più significativi riguarda il passaggio da una logica fortemente basata su file e installazioni locali a un ambiente in cui i dati vengono gestiti in modo centralizzato.
Con CATIA V5, la progettazione può dipendere maggiormente dalla gestione di file, revisioni e copie locali. In un contesto con più utenti o sedi, questo può rendere più complesso mantenere allineate le informazioni.
Con 3DEXPERIENCE CATIA, i dati di progetto vengono invece gestiti all’interno della piattaforma 3DEXPERIENCE. Questo permette di lavorare su informazioni aggiornate, migliorare il controllo delle revisioni e ridurre la frammentazione dei dati.
L’evoluzione tecnica consiste quindi nel passare da un CAD centrato principalmente sul file a un ambiente più orientato alla gestione del dato lungo il ciclo di progettazione.
CAD, simulazione e PLM in un ambiente integrato
Nella 3DEXPERIENCE, il CAD 3D non lavora più come un ambiente isolato: progettazione, simulazione, manufacturing e PLM possono condividere dati e contesto all’interno dello stesso ecosistema.
Quando il modello cambia, anche le altre attività coinvolte possono lavorare su informazioni più aggiornate, senza dover ricorrere continuamente a esportazioni, copie o ricostruzioni manuali.
Per chi sviluppa prodotti complessi, questo significa creare un flusso digitale più continuo e affidabile, riducendo passaggi ridondanti e disallineamenti tra reparti.
Accesso via web e funzionalità diverse per ogni ruolo
Con CATIA 3DEXPERIENCE cambia anche il modo in cui gli utenti accedono agli strumenti.
La piattaforma organizza applicazioni e funzionalità attraverso specifici “Role”, assegnati agli utenti in base alle attività che devono svolgere. In questo modo, progettisti, analisti e altri profili accedono agli strumenti più adatti al proprio lavoro all’interno dello stesso ambiente.
A questo si aggiunge l’accesso web, che amplia le possibilità di utilizzo rispetto a un’impostazione esclusivamente legata alla workstation locale.
L’obiettivo non è semplicemente rendere CATIA accessibile online, ma costruire un ambiente nel quale dati, applicazioni e ruoli siano collegati in modo più diretto.
Automazione e intelligenza artificiale nel processo di progettazione
L’evoluzione di CATIA 3D riguarda anche le capacità di automazione.
3DEXPERIENCE introduce funzionalità basate su intelligenza artificiale e machine learning pensate per supportare il progettista nell’ottimizzazione del design, nella riduzione delle attività ripetitive e nell’individuazione anticipata di possibili criticità.
A queste capacità si affiancano strumenti che possono supportare simulazione avanzata e generative design.
Il cambiamento è importante perché sposta parte del lavoro da una logica puramente manuale a un processo nel quale il software può contribuire ad analizzare alternative, automatizzare operazioni e accelerare alcune decisioni progettuali.
Dal calcolo locale alle risorse cloud scalabili
Un ambiente CAD tradizionale è fortemente condizionato dalle prestazioni della workstation utilizzata.
Con CATIA 3DEXPERIENCE, parte delle capacità può essere supportata da risorse cloud scalabili. Questo può diventare particolarmente rilevante quando si lavora con grandi assiemi, modelli complessi o attività che richiedono maggiore capacità computazionale.
La progettazione 3D non dipende quindi esclusivamente dall’hardware locale: l’infrastruttura può adattarsi con maggiore flessibilità alla complessità dei progetti e alla crescita dei team.
Questo significa poter adottare un’architettura IT più flessibile, meno dipendente dalle prestazioni delle singole workstation.
SaaS e PaaS: un’infrastruttura IT più flessibile
Il passaggio a 3DEXPERIENCE cambia anche il modo in cui il software viene distribuito e gestito. La piattaforma può essere adottata secondo modelli SaaS e PaaS, nei quali aggiornamenti, manutenzione, sicurezza e servizi digitali vengono integrati direttamente nell’ambiente.
Rispetto a una gestione prevalentemente locale, questo approccio può ridurre il carico legato all’installazione degli aggiornamenti, alla manutenzione dell’infrastruttura e alla gestione dei sistemi. L’IT può così concentrarsi maggiormente sull’evoluzione dei processi e sulle esigenze dei team, mentre l’ambiente software rimane più semplice da mantenere aggiornato e può adattarsi con maggiore flessibilità alla crescita dei progetti.
CATIA 3D: l’evoluzione va oltre il CAD
Passare da CATIA V5 a 3DEXPERIENCE non significa semplicemente aggiornare il software, ma ripensare il modo in cui la progettazione viene gestita e connessa agli altri processi aziendali.
Dati centralizzati, integrazione tra CAD 3D, simulazione e PLM, accesso web, risorse cloud scalabili, automazione e intelligenza artificiale trasformano CATIA in qualcosa di più di uno strumento di modellazione.
Con CATIA 3D sulla piattaforma 3DEXPERIENCE, il modello diventa il punto di partenza di un ambiente digitale più ampio, nel quale informazioni, strumenti e attività possono evolvere insieme. Il risultato è una progettazione più continua, capace di adattarsi alla crescente complessità dei prodotti e dei progetti.
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Ogni azienda parte da infrastrutture, processi e modalità di utilizzo differenti. Per questo la transizione deve essere valutata considerando esigenze progettuali, dati esistenti, strumenti utilizzati e obiettivi di evoluzione.
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