Sicurezza funzionale significa garantire che un sistema continui a operare in modo sicuro anche quando qualcosa non va come previsto.
Si tratta di un’egenza crescente in un contesto in cui software, elettronica, sensori e componenti meccanici sono ormai profondamente interconnessi.
Dai sistemi aerospace ai veicoli intelligenti, dalle infrastrutture ferroviarie agli impianti energetici, i moderni sistemi mission-critical devono gestire un gran numero di funzioni, dati e interazioni.
In ambienti caratterizzati da elevata complessità, anche una modifica apparentemente marginale può influenzare requisiti, architetture e comportamenti del sistema, con potenziali impatti su affidabilità, prestazioni e sicurezza. Per questo motivo la sicurezza funzionale non può più essere affrontata solo nelle fasi finali di verifica, ma deve essere considerata fin dall’inizio del processo di progettazione.
È qui che entra in gioco il MBSE offrendo ai team di systems engineering strumenti e metodi per gestire tale complessità, migliorare la tracciabilità e supportare lo sviluppo di sistemi più sicuri e affidabili.
Cos’è la sicurezza funzionale
La sicurezza funzionale (functional safety) è la capacità di un sistema di mantenere un comportamento sicuro anche in presenza di malfunzionamenti hardware, software o operativi.
A differenza della sicurezza tradizionale, che si concentra sulla protezione fisica delle persone e delle infrastrutture, la functional safety si focalizza sulla corretta risposta del sistema agli eventi che potrebbero generare condizioni pericolose.
Per questo motivo, la sicurezza funzionale è un elemento chiave nello sviluppo dei sistemi mission-critical, dove requisiti, architetture e funzioni devono operare in modo coerente e affidabile lungo l’intero ciclo di vita del sistema.
Perché i sistemi mission-critical sono sempre più complessi
Oggi i sistemi mission-critical non sono costituiti da singoli componenti isolati, ma da ecosistemi altamente interconnessi.
Un singolo sistema è in grado di coinvolgere:
- software embedded;
- elettronica di controllo;
- sensori;
- sistemi di comunicazione;
- simulazioni;
- piattaforme digitali.
Ogni modifica può avere impatti su decine o centinaia di elementi correlati.
Per un system engineer, comprendere e governare queste interdipendenze rappresenta un elemento necessario per garantire la sicurezza del sistema durante tutto il suo ciclo di vita.
È per questo motivo che i tradizionali approcci document-centric mostrano sempre più limiti nella gestione di un sistema complesso.
Il ruolo dell’MBSE nella sicurezza funzionale
L’MBSE introduce un approccio model-based alla progettazione e alla gestione dei sistemi.
Nel Model Based Systems Engineering, i modelli digitali diventano il punto centrale per descrivere:
- requisiti;
- funzioni;
- comportamenti;
- verifiche;
- relazioni tra componenti.
Questo permette di sostituire gran parte della documentazione frammentata con una rappresentazione coerente e condivisa del sistema.
Nel contesto della sicurezza funzionale, l’MBSE aiuta a:
- migliorare la tracciabilità;
- ridurre incoerenze;
- identificare criticità nelle prime fasi di sviluppo;
- accelerare verifica e validazione;
- migliorare la collaborazione multidisciplinare.
Architettura di sistema e gestione dei requisiti
Uno degli elementi più rilevanti della functional safety riguarda la capacità di mantenere una relazione chiara tra requisiti, funzioni e componenti del sistema.
Attraverso una corretta architettura di sistema, i team possono comprendere come ogni modifica influisca sul comportamento complessivo del prodotto.
SysML: il linguaggio della modellazione
Per costruire modelli affidabili bisogna utilizzare strumenti e linguaggi in grado di rappresentare i sistemi complessi.
Tra gli strumenti che supportano l’MBSE, SysML (Systems Modeling Language) si è affermato come uno dei linguaggi di modellazione più utilizzati per progettare, analizzare e gestire sistemi complessi.
Attraverso SysML è possibile descrivere:
- requisiti;
- architetture;
- comportamenti;
- interazioni;
- parametri di sistema.
Questi modelli aiutano i team a comprendere il sistema prima ancora che venga realizzato fisicamente, migliorando qualità e affidabilità del progetto.
Digital Thread e continuità delle informazioni
Nei sistemi mission-critical, la sicurezza non dipende solo dall’affidabilità dei componenti, ma anche dalla capacità di mantenere dati, requisiti e modelli costantemente allineati lungo l’intero ciclo di vita del sistema.
Quando le informazioni sono distribuite tra strumenti, team e discipline diverse, il rischio di perdere tracciabilità o introdurre incoerenze aumenta rapidamente. È proprio per rispondere a questa esigenza che il Digital Thread sta assumendo un ruolo sempre più strategico nel systems engineering.
Il Digital Thread crea una continuità digitale tra:
- requisiti;
- modelli MBSE;
- simulazioni;
- attività di verifica e validazione;
- dati operativi.
In questo modo, ogni informazione mantiene il proprio contesto e le proprie relazioni, consentendo ai team di comprendere l’impatto delle modifiche e di prendere decisioni più consapevoli.
Digital Twin e Virtual Twin per la verifica dei sistemi
La crescente diffusione dei Digital Twin e dei Virtual Twin sta trasformando il modo in cui vengono verificati e validati i sistemi complessi.
Un gemello digitale permette di rappresentare virtualmente il comportamento di un sistema reale e di analizzare scenari che sarebbero difficili da riprodurre nel mondo fisico.
Grazie ai gemelli digitali, i team possono:
- simulare comportamenti;
- identificare anomalie;
- valutare prestazioni;
- verificare requisiti di sicurezza.
L’integrazione tra MBSE, Digital Thread e Digital Twin consente di anticipare molte attività di verifica e validazione, riducendo rischi e costi nelle fasi successive del progetto.
Sicurezza funzionale e MBSE: verso una nuova ingegneria dei sistemi
Nei sistemi mission-critical, la sicurezza non dipende più soltanto dalla qualità dei singoli componenti, ma dalla capacità di comprendere e governare le relazioni che li collegano.
Quando requisiti, software, elettronica, simulazioni e dati operativi evolvono contemporaneamente, gestire la complessità diventa una sfida tanto importante quanto la progettazione stessa. In questo contesto, l’MBSE offre un nuovo modo di affrontare il problema: non attraverso documenti isolati, ma attraverso modelli in grado di rappresentare il sistema nella sua interezza.
L’integrazione tra MBSE, SysML, Digital Thread e Digital Twin consente di creare una continuità digitale tra progettazione, verifica e operazioni, migliorando la capacità di anticipare criticità, valutare impatti e supportare decisioni più consapevoli.
Per l’ingegneria dei sistemi, il vero obiettivo non è soltanto sviluppare prodotti più sicuri, ma costruire una comprensione più profonda dei sistemi che li rendono possibili.
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Continua il percorso sul Model Based Systems Engineering
Questo articolo fa parte di una serie dedicata al Model Based Systems Engineering (MBSE) e alle soluzioni Dassault Systèmes per la progettazione e la gestione dei sistemi complessi.
Articoli della serie
- Piattaforma digitale: evoluzione dell’MBSE in 3DEXPERIENCE
- Sistemi complessi: MBSE e System Modeling con CAMEO
- Systems Engineering con CAMEO Systems Modeler
- MBSE vs approccio tradizionale nel System Engineering
- SysML nel MBSE: linguaggio per il Systems Engineering
- Digital Thread e MBSE: come garantire la continuità dei dati
- Sicurezza funzionale: come garantire la tracciabilità dei requisiti
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Cameo MBSE: implementazione nei processi aziendali